Benvenuti!

Se errando nella vasta rete vi siete perduti e siete giunti per caso in questo luogo, siate i benvenuti, amici viandanti del web! Sulle pagine di questo blog potrete saperne di più sulla sottoscritta, scrittrice esordiente di fantasy per passione, e soprattutto sui miei racconti ambientati nel mondo di Reinkar, ricchi di avventura e magia. Fatevi un giretto e, se vi va, segnalate il blog ai vostri amici appassionati di fantasy!

giovedì 7 settembre 2017

Disponibile "I nemici di Reinkar"!

Cari amici,
vi annuncio che "I nemici di Reinkar", secondo libro della saga di Reinkar, è ormai disponibile sullo store di Streetlib e su Amazon, in versione cartacea e ebook. Alla pagina "Info pratiche" trovate tutti i riferimenti per l'acquisto!

Come "La maga di Reinkar", anche "I nemici di Reinkar" comprende tre racconti autoconclusivi. Può essere letto indipendentemente dal primo libro e trova negli avversari della maga Selene e del cavaliere Arne Von Wolden, nuovamente protagonisti, il suo filo conduttore.
Chi saranno questi nemici? Come metteranno in difficoltà i nostri eroi? Per scoprirlo, non vi resta che leggere


martedì 29 agosto 2017

Presto disponibile "I nemici di Reinkar"

Cari amici,
un'anteprima importante: tra pochi giorni pubblicherò il seguito di "La maga di Reinkar", dal titolo "I nemici di Reinkar". 
Come il primo libro, anche questo nuovo volume del ciclo di Reinkar conterrà tre racconti autoconclusivi, nuovamente ambientati a Reinkar e incentrati sui protagonisti Selene e Arne. Il filo conduttore del libro, questa volta, saranno i nemici: tre antagonisti diversi per tre diverse storie di avventura, magia e intrighi.
Il libro potrà essere letto indipendentemente dal primo e sarà disponibile tramite Streetlib.

Vi lascio con la sinossi, l'anteprima della copertina e un estratto. Restate sintonizzati!

Feroci, tormentati, dilaniati dalla brama di potere o da desideri di vendetta: sono i nemici che la maga Selene deve affrontare. Chi si cela dietro la maschera del Lupo Nero, enigmatico capo di una masnada di spietati briganti? Quali trame oscure stanno tessendo i marchesi Zeibach, infidi gastaldi assetati di potere? E fin dove si possono spingere l’arroganza e il rancore dei vendicativi castellani Von Falkenstadt? Gli antagonisti di queste storie proiettano la loro ombra minacciosa sulla pace del regno di Reinkar, sulla vita delle persone più vicine a Selene e su quella della maga stessa...


"Il giorno seguente Arne e Selene, scortati dai loro uomini, lasciarono nuovamente il castello del cavaliere, ricongiungendosi con le truppe che avevano lasciato presso il castellano di Heldenburg; in seguito la regina partì con il suo drappello per le Colline Argentee, mentre Arne si dirigeva con i suoi cento soldati verso Sonnental. Von Wolden e il suo gruppo vi giunsero alcuni giorni dopo e, preso contatto con il castellano, si spostarono nella regione rocciosa a sud dei Monti della Solitudine, che perlustrarono per diversi giorni senza gran successo.
– Qui non c’è altro che pietra. – considerò l’ufficiale della guarnigione di Enkerbard che aveva accompagnato la squadra di Von Wolden.
– Così pare. – fu d’accordo il cavaliere: – Eppure le tracce dei nostri avversari a volte scompaiono da queste parti... O sbaglio?
– Non sbagliate, mio signore. – confermò l’altro: – È davvero un maledetto rompicapo.
– Un gruppo di uomini a cavallo non può sparire nel nulla in questo modo! – riprese Von Wolden.
– Sempre che siano davvero uomini, e non spettri. – intervenne un secondo armigero: – Mentre eravamo a Sonnental ho sentito raccontare che fra i Monti della Solitudine, nei pressi di quella che chiamano la Torre delle Tempeste...
Arne lo guardò, corrugando la fronte: – La Torre delle Tempeste? Che cosa stai dicendo, soldato?
– È una fortezza in rovina nascosta fra le montagne, mio signore. – si affrettò a spiegare l’uomo: – Me ne hanno parlato alcuni abitanti di Sonnental. Pare che quei ruderi siano ricetto di streghe e di ombre oscure...
– Sciocchezze! – sbottò Von Wolden, infastidito: – Sei un uomo d’arme o un bambino pauroso? Dove hai sentito questi racconti? In una taverna?
Il soldato tacque, ma il rossore che comparve sul suo viso equivalse chiaramente ad un assenso.
– Una guardia della regina non dovrebbe prestar fede ai vaneggiamenti superstiziosi di qualche ubriaco. – proseguì Arne, in tono brusco: – Conosco abbastanza bene tutta la marca occidentale, e queste storie sulla Torre delle Tempeste non mi giungono nuove. Non è che un vecchio maniero in rovina, tutto qui. Per quanto riguarda i nostri nemici, vi assicuro che sono uomini in carne ed ossa... Gli spettri non lanciano frecce con messaggi di avvertimento e non fanno uso di spade e pugnali. Andiamo, ora... Voglio approfittare delle ore di luce che ci restano.
Quindi spronò il cavallo verso un torrentello che scorreva lì vicino e, procedendo lungo il corso dell’acqua, si inoltrò in una gola rocciosa; i soldati lo seguirono.

– Sono a tiro, mio signore. Devo dare il segnale? – sussurrò l’uomo.
Una mano guantata gli fece cenno di attendere: – Non ancora. Aspetta che siano tutti all’interno della gola, in modo che il gruppo guidato da Heinrich abbia il tempo di portarsi alle loro spalle. Poi daremo inizio alla manovra diversiva... Un’altra cosa: chi li comanda ha l’aria di essere un uomo importante, lo voglio vivo.
L’altro annuì. Qualche istante più tardi risuonò un ordine perentorio: – Ora!"

A presto :)

sabato 19 agosto 2017

Nuova edizione di "La maga di Reinkar"

Cari amici,

vi segnalo che, da oggi in poi, il cartaceo di "La maga di Reinkar" non sarà più disponibile sullo store di Lulu. Ho realizzato una nuova edizione con Streetlib, che già usavo per l'ebook, per vari motivi: maggior chiarezza del prezzo di copertina, ISBN italiano, costi meno elevati, possibilità di personalizzare maggiormente l'impaginazione.

Sulla pagina delle informazioni pratiche trovate i link nuovi ai quali acquistare il libro cartaceo, mentre per l'ebook non cambia nulla.
A presto!

Foto di "Montepescali in fabula" 2017: presentazione "La maga di Reinkar" e stand SEU

Ciao a tutti,
dopo qualche giorno dall'evento Montepescali in fabula, minifestival fantasy per cui ringrazio tutti gli organizzatori e in particolare la Biblioteca Chielliana di Grosseto e gli Scrittori Emergenti Uniti, pubblico qualche foto per voi lettori. È stata un'esperienza divertente e stimolante, che mi ha permesso di conoscere persone nuove e di partecipare al mio primo evento SEU. Molto bella anche la cornice del borgo di Montepescali.
Alla prossima!

Allo stand SEU con Laura Santella, autrice fantasy e presidentessa dell'associazione.
 
Allo stand SEU, in costume fantasy, con gli autori Laura Santella e Alessio Del Debbio.

Giorgio Zanzi presenta due autrici: Laura Santella con "Lucifer" e me con "La maga di Reinkar"

Un altro scatto della presentazione di "La maga di Reinkar" e "Lucifer".

venerdì 28 luglio 2017

"La maga di Reinkar" con gli altri libri S.E.U. a "Montepescali in fabula" (12-13 agosto 2017)

Cari amici,
ecco una grande notizia: sabato 12 e domenica 13 agosto, a Montepescali (GR), "La maga di Reinkar" sarà con gli altri libri degli Scrittori Emergenti Uniti all'evento "Montepescali in fabula"! Questo minifestival medieval fantasy vedrà presente lo stand S.E.U. e ben tre presentazioni di autori S.E.U., come potete vedere dal programma ("La maga di Reinkar" sarà presentata domenica 13 alle 22, insieme a "Lucifer" di Laura Santella):



mercoledì 12 luglio 2017

Iscrizione all'associazione Scrittori Emergenti Uniti

Ciao a tutti,

oggi sono qui con una novità importante. Da circa un mese, infatti, sono entrata a far parte, come autrice, dell'associazione S.E.U. - Scrittori Emergenti Uniti.

Di che cosa si tratta? La risposta è molto ben espressa sul sito dell'associazione, che vi invito a visitare: si tratta di un gruppo di autori emergenti, self-published e non, che hanno deciso di unire le forze e di collaborare per organizzare eventi, farsi conoscere, partecipare alle fiere e promuovere i loro lavori, ma anche per condividere le loro risorse ed esperienze.
Io li ho scoperti al Salone del Libro di Torino e, conquistata dal loro entusiasmo, ho deciso di conoscerli meglio, visitando il sito e il blog "Texere fabulas". Da qui la decisione di iscrivermi all'associazione con il mio "La maga di Reinkar", che è entrato a far parte del ricco catalogo di S.E.U. (date un'occhiata, ce n'è per tutti i gusti e per tutti i lettori!).
Ma non finisce qui: esiste la possibilità di associarsi anche come socio professionista (traduttori, illustratori, redattori ecc.) o come socio lettore, recensendo le opere del catalogo e accumulando "penne d'oro" con ogni recensione.
Spero di avervi incuriosito, invogliandovi a conoscere questa bella realtà.
A presto!

sabato 1 luglio 2017

Intervista-gemellaggio con lo scrittore fantasy Alessandro Bugliazzini

Buongiorno a tutti, amici di Reinkar!


Questo post rappresenta un'insolita e importante novità per il mio blog: è infatti venuto a trovarmi Alessandro Bugliazzini, scrittore di fantasy, blogger, lettore e appassionato di software libero. Se volete conoscere meglio lui e i suoi scritti, oltre a continuare a leggere questo post, andate a dare un'occhiata al suo sito.
Io e Alessandro ci siamo conosciuti su Anobii e, tramite le catene di lettura, siamo diventati lettori dei rispettivi libri: lui ha letto (e recensito con generosità) "La maga di Reinkar" e io, a mia volta, ho letto con grande piacere il suo romanzo "Le cronache di Ràvanphis". Da questa circostanza è nata l'idea di invitarlo a fare quattro passi per Reinkar e di proporgli una sorta di gemellaggio, consistente in un'intervista in cui lo interpello sia come scrittore, sia come lettore. Parleremo dunque di scrittura e lettura in generale, del suo romanzo e del mio libro. Vi ho incuriositi a sufficienza? Speriamo di sì! Bando alle ciance, dunque, e cominciamo! 

Ciao Alessandro, benvenuto sul blog “Quattro passi per Reinkar” e grazie per aver accettato questa intervista! Per rompere il ghiaccio, vuoi dirci qualcosa su di te e sulle tue passioni?

 Ciao Alessia, grazie per ospitarmi nel tuo bellissimo blog, per aver letto il mio romanzo e per questa intervista. Di me posso cominciare col dire che – ovvio – adoro leggere e scrivere, viaggiare, fare foto e trarre ispirazione da tutto ciò che vedo. 

Ora parliamo di libri. Come nasce il tuo amore per la lettura? Quali generi e autori prediligi? 

L’amore per la lettura nasce da molto piccolo con i fumetti, poi si è evoluto nella lettura dei libri, ed oggi continua nella lettura di ebook in formato elettronico. Per una serie di motivi ho eliminato il cartaceo, se non per rari casi di vecchi libri non ancora acquistabili in ebook. 

Da lettore a scrittore. Come e quando ti sei avvicinato alla scrittura? C’è stata un’occasione particolare che ti ha spinto a farlo oppure è qualcosa nato in modo graduale? 

Non ricordo il momento esatto in cui ho iniziato ad avvicinarmi la scrittura, di certo sui banchi di scuola. Non c’è stata un’occasione particolare se non il desiderio di creare la stessa magia che i miei scrittori preferiti mi offrivano, e ho iniziato a scrivere per me stesso molto presto, in modo saltuario. L’incostanza nella scrittura mi ha accompagnato per molti anni, mentre la vera avventura, quella sfociata nel mio primo romanzo, è partita sei anni fa. Da allora non riesco più a smettere, e ringrazio sia così.

Il tuo primo romanzo, “Le cronache di Ràvanphis – L’isola nera”, è stato pubblicato in modo indipendente tramite la piattaforma CreateSpace di Amazon. Il selfpublishing è un fenomeno in crescita e offre la possibilità a molti autori, soprattutto emergenti, di realizzare concretamente il loro sogno e di presentare le loro opere al pubblico dei lettori. Che cosa ne pensi, alla luce della tua esperienza? Quali sono gli aspetti della pubblicazione indipendente che apprezzi maggiormente? Quali le criticità? 

Il selfpublishing è eccezionale, in particolare CreateSpace di Amazon mi permette di tenere sotto controllo molti aspetti della pubblicazione, come ad esempio scegliere il formato pagine o il tipo di copertina. Penso sia un’ottima opportunità per chi voglia scrivere, non soltanto perché permette di pubblicare. La certezza di poter offrire il proprio lavoro al pubblico esorta nuovi scrittori a dare il meglio, e permette a molte opere, altrimenti destinate al buio di un cassetto, di essere conosciute. Lo ritengo uno dei vantaggi delle nuove tecnologie, e penso che anche molti lettori siano felici di poter scegliere tra letture offerte da case editrici e da altre ‘indipendenti’. La criticità può essere la qualità finale, a volte realmente carente per un autore self-publisher. 

Un aspetto molto delicato per gli autori esordienti, soprattutto per quelli selfpublished, è quello della promozione. Farsi conoscere dai lettori, senza l’appoggio di un editore alle spalle, è spesso tutt’altro che facile. Le nuove tecnologie della comunicazione, internet e i social sono i canali privilegiati dai giovani autori per promuovere i loro libri. Qual è la tua esperienza in merito? 

La promozione è sempre molto delicata, specie per un nuovo autore. Ci sono molti canali nel web, tutti validi, e credo che l’importante sia non esagerare per rischiare l’effetto contrario. Goodreads, Anobii e un blog personale rappresentano una buona soluzione, come la promozione sui vari social network. Il rischio è di generare un vero e proprio spam che potrebbe essere controproducente, ma ho notato che lo è anche per i grandi store online. Come ho detto acquisto spesso ebook, e noto come molti store che pubblicizzano scrittori internazionali siano spesso più invadenti di scrittori selfpublisher. 

Oltre alla passione per i libri, ci unisce l’interesse per il software libero. Sei, come me, un utente GNU/Linux e, oltre al tuo romanzo di cui parleremo più nel dettaglio fra poco, sei autore di un manuale relativo alla scrittura creativain ambiente GNU/Linux, “Creative writing on Fedora 25”. Ci vuoi dire qualcosa di più su questo progetto? Quali strumenti ed opportunità, a tuo parere, può dare ad uno scrittore l’uso del software libero? 

Adoro il Progetto Fedora e contribuisco nel mio piccolo. Pensare ad un gruppo di persone che produce un sistema operativo di qualità e sicurezza elevata sembra impossibile al giorno d’oggi, ma esiste. Uno scrittore può utilizzare un singolo software libero oppure un intero O.S. e renderlo noto nel proprio blog o nei canali social, in questo modo è possibile far sapere che esistono delle ottime alternative al software proprietario e utilizzabili per scopi professionali. Ci tengo a precisare che il manuale in questione è disponibile in download gratuito.

Veniamo ora al tuo romanzo, “Le cronache di Ràvanphis”. 
È caratterizzato da una mole notevole, dalla presenza di molti e variegati personaggi e da più linee narrative che si intrecciano. Si tratta di una situazione non facile da gestire. Come hai affrontato, alla luce di questo, la fase di scrittura? 

La fase di scrittura è divertente, ma necessita di molto tempo e la giusta attenzione. In questo il Personal Computer e il software aiutano moltissimo, altrimenti si rischia di diventare incoerenti o addirittura di ridare vita ad un personaggio deceduto qualche capitolo prima. Oltre alla tecnologia è buona regola - alle volte - aiutarsi con carta e penna.



Un elemento che mi ha molto colpito nel tuo romanzo è l’ambientazione esotica e marinara, particolare e suggestiva per un fantasy, direi ispirata alla prima età moderna e non al Medioevo. Si tratta di un aspetto originale, che conferisce al libro un che di salgariano e suggerisce un mix tra fantasy e romanzo d’avventura. Quali sono le origini di questa scelta? 

I miei vecchi appunti mi dicevano che era quella la strada da seguire in questo libro. Da ragazzo Salgari era il mio scrittore preferito, ma anche Joseph Conrad e Mark Twain. Il resto è venuto da sé, e il mix tra fantasy e avventura era proprio ciò che speravo risultasse evidente. 

Scrivi di velieri, di battaglie navali e di navigazione con un realismo e una proprietà di concetti straordinari. Quanto hai dovuto documentarti e quale tipo di fonti hai usato? 

La mia documentazione di base è avvenuta nelle letture salgariane, per il resto, e per grande merito dell’era internet, ho letto su siti specializzati e su wikipedia. Spesso osservavo schede di spaccati di antichi velieri, e per ore andavo a curiosare su forum dove appassionati di modellismo navale si scambiavano consigli nella ‘costruzione’. È un mondo fantastico che continuo a visitare e da dove traggo ispirazione. 

Leggendo il libro, un altro aspetto che emerge con evidenza è uno stile volutamente complesso e sostenuto. Si vede che è una scelta voluta, intonata al clima del romanzo: mi ha colpito ad esempio il ritorno costante di espressioni ricorrenti per indicare i personaggi, con una caratteristica inversione di aggettivo e sostantivo, quali “l’ossuto nostromo”, “il crudele nostromo”, “il rosso nostromo” (si tratta di tre personaggi diversi, che queste tre espressioni identificano immediatamente anche senza farne i nomi). Ci sono poi lunghe e ricchissime descrizioni (anche queste mi hanno fatto pensare a Salgari), periodi lunghi e complessi. Come mai hai compiuto questa scelta e quanto è stato difficile essere coerenti a questo stile lungo tutto l’arco del romanzo? 

L’obiettivo posto era di un romanzo che fosse alla portata di un lettore abbastanza paziente, come lo sono io, ma in una formula comprensibile. In altre parole il tentativo è stato di creare dei concetti (nella trama, le vicende dei personaggi, l’ambiente) non subito classificabili, ma ‘complessi’, e spiegarli utilizzando un linguaggio semplice, senza termini ricercati, ‘aulici’. Questo perché a volte noto l’esatto contrario: concetti banali ai quali si tenta di dare del carattere utilizzando una terminologia ricercata. Adoro l’utilizzo della retorica nei testi, ma che sia associata nel modo giusto al tipo di lettura. Non posso sapere se davvero sono riuscito in questo proposito, il lettore è in grado di giudicare meglio di me, ma il tentativo di coerenza in tutto l’arco del romanzo è data da almeno una decina di riletture (a cui sono sfuggiti alcuni refusi che vedrò di correggere). 

Una domanda ora sui personaggi, a mio parere uno dei massimi punti di forza del tuo romanzo. Tutti sono assai ben delineati e funzionali alla storia, qualcuno riserva delle sorprese. Particolarmente interessanti i due capitani Farthan e Kalatur, che formano una strana costellazione, non semplicemente riducibile all’opposizione protagonista-antagonista; molto belle anche le figure dell’imperatore Tusna e del giovane Askar. Emergono poi molti altri personaggi: Aralio, Atar, Holais, Paral, Onipo, Torion, Indaco e Miceno, Teurat tra gli altri. Ora la mia domanda da un milione è: qual è in assoluto il tuo personaggio preferito (o a cui ti senti più legato) e perché? 

Sembrerà banale, ma sono legato a tutti in misura uguale e in modo profondo. Ho cercato di renderli coerenti con le loro scelte, a volte di farli conoscere al punto da capire quali fossero le scelte future. Ma… se proprio devo rivelare a quale forse mi sento più legato, dico che si tratta di un personaggio in apparenza secondario, ma in grado di ‘osservare’ la verità attraverso la sofferenza e che incontriamo dopo la prima metà del romanzo: Hiulo. 

Rivedremo qualche personaggio di Ràvanphis? Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri? 

Questa è un’ottima domanda e l’hai posta perché hai letto il libro con attenzione. Sì, ci sono ancora molte porte aperte nella trama e alcuni personaggi ‘attendono’ con (im)pazienza. Il mio progetto prevede almeno un altro capitolo della stessa saga, e ‘Le Cronache di Ràvanphis #2’ è già in lavorazione. 

E io non posso che gioirne! Ed ora, nell’ultima parte dell’intervista, ti chiedo di trasformarti magicamente (visto che parliamo di fantasy...) da scrittore in lettore, per rispondere a qualche domanda sulla lettura del mio libro “La maga di Reinkar”.
Diversamente da Le cronache di Ràvanphis, corposo romanzo in tre parti di centinaia di pagine, La maga di Reinkar è articolata in tre racconti di un centinaio di pagine ciascuno, con personaggi e ambientazioni ricorrenti (tali racconti formano i primi momenti di una saga). La forma breve applicata al fantasy è meno frequente ed è stata una mia scelta consapevole. Che impressione ne hai avuto leggendo il libro? Quali sono vantaggi e svantaggi, a tuo parere, della forma racconto? 

Mi trasformo in lettore con vero piacere. Ho apprezzato molto ‘La maga di Reinkar’ e scoperto che la forma del racconto nel fantasy funziona, ma solo se l’autore pone grande attenzione ai dettagli. La brevità comporta il vantaggio di portare le vicende nella centralità della storia, c’è poco spazio per i personaggi secondari o vicende satellite che ‘potrebbero’ influire sulla trama principale. Il dettaglio del passato e del presente influisce (o meglio deve influire) senza ulteriori aiuti, ma se non è convincente la storia perde interesse con il rischio di annoiare. Ne ‘La maga di Reinkar’ funziona a dovere al punto che ho letto ogni singolo racconto in una sola sessione di lettura per sapere cosa sarebbe successo subito dopo. Lo svantaggio è però il più evidente, la brevità. Personalmente adoro gli antagonisti, e trovo interessante seguire lo sviluppo del personaggio che da solo decide di affrontare ciò che ogni uomo sano di mente ritiene ‘giusto’. Nel racconto l’antagonista non può avere il giusto spazio a causa della forma, ma questo non influenza sulla qualità generale. Personalmente avrei voluto che Lo Specchio del Silenzio fosse stato un tomo di almeno cinquecento pagine tanto mi è piaciuto. 

Mentre Le cronache di Ràvanphis è quasi esclusivamente un romanzo di uomini, in La maga di Reinkar la protagonista è una giovane donna e i personaggi femminili hanno in generale un grosso peso. Qual è la tua opinione in merito e quali tra questi personaggi femminili ti hanno colpito di più? Pensi che ci siano differenze tra la scrittura femminile e quella maschile? Se sì, quali? 

Ammetto una verità: nel mio romanzo non ho inserito una figura femminile di spicco per evitare una forzatura, ma ne ho sentito la mancanza e rimedierò nei progetti futuri. Ne ‘La maga di Reinkar’ è quasi inevitabile non essere conquistati dalla personalità di Selene, il personaggio femminile che mi ha colpito maggiormente. Appena dopo di lei l’antagonista femminile de Lo Specchio del Silenzio.
Per quanto riguarda la scrittura femminile o maschile secondo me non ci sono, o non dovrebbero esserci, vere differenze. A mio modo di vedere un’autrice o un autore scrive in base alla propria esperienza, mentre il lettore potrebbe cadere nel preconcetto di una scrittura più ‘delicata’ se scaturita dall’esperienza femminile. Cerco sempre di evitarlo, come evito di pensare che sto leggendo il lavoro di un autore famoso piuttosto che di un esordiente. 

Una domanda ora sui due protagonisti, la maga Selene e il cavaliere Arne Von Wolden. Si tratta di due personaggi che incarnano modelli millenari, ma con una propria specificità. Inoltre sono, in qualche modo, complementari. Che ne pensi? Quale dei due preferisci e perché? 

Ho ritrovato il valore del ‘cavaliere’ nel carattere di una giovane maga, e mi è piaciuto molto; in Arne Von Wolden ritrovo la classicità dei valori nobili come fedeltà e coraggio, ed è proprio come deve essere. È interessante come i due personaggi - a volte - riescano ad arrivare ad una rivalità che nasce per difendere ciò che per entrambi rappresenta una causa importante: l’altruismo. Ad ogni racconto, e in modo diverso, li lega ancora di più nella trama in un allontanamento soltanto apparente.
Tra i due la maga Selene è il personaggio che preferisco, risulta molto complesso e influenza con le proprie capacità, ma anche con le debolezze, il susseguirsi delle trame. 

I tre racconti contenuti nel libro - La maga della luna, Lo Specchio del Silenzio e Il rivale hanno ciascuno una diversa trama e presentano difficoltà e antagonisti diversi per la protagonista Selene e i suoi alleati. Vorrei soffermarmi proprio sugli antagonisti: quale di essi ti è sembrato più temibile e per quale motivo? 

Ho adorato l’antagonista del ‘Lo Specchio del Silenzio’, e ragionato su come un personaggio del genere sia tra i più belli che mi sia capitato di leggere. La solitudine a cui è sottoposta, la provenienza, la condanna e il potere a cui è legata; tutto è dosato con grande cura e il solo piccolo rammarico potrebbe essere la forma racconto che deve necessariamente limitare troppe spiegazioni estranee alla trama principale. 

L’ambientazione di La maga di Reinkar è quella di un fantasy molto classico, medievaleggiante e magico, con qualche allusione alle leggende nordiche (la caccia selvaggia, le figlie del re degli elfi, la regina delle nevi). Che cosa ti ha colpito del contesto che fa da sfondo alle vicende? 

Lo sfondo del fantasy classico non è mai banale e il paiolo nel quale attingere è vasto, perché può legarsi - come hai fatto tu - a contesti e leggende dei più vari. Ciò che mi ha colpito, e che si rifà anche questo al fantasy classico, è l’ambiente naturale spesso nemico dei protagonisti che rivela però abitanti e contesti in favore del bene. Ad esempio uno degli ambienti che ho amato di più riguarda le Gole di Pece, un contesto che non contraddice il fantasy classico e che introduce personaggi/elementi molto interessanti. 

Ultima domanda: ti aspetti qualcosa dal futuro di questa saga? Se sì, che cosa? 

Dopo aver letto i tre racconti sono certo di ricevere delle sorprese dall’autrice Alessia Francone. L’intreccio tra i due protagonisti intriga l’aspetto più umano, sempre presente nei primi tre racconti, e credo possa (e debba) continuare su questa linea. Per quanto riguarda le vicende legate agli antagonisti sono molto curioso proprio per la grande diversità già letta nei racconti; una diversità che rende evidente quanto tu voglia sperimentare a livello di ambiente, scenario e nuovi personaggi, dove la forma racconto è perfetta per farlo.




Bene, siamo giunti alla conclusione della nostra intervista... Un grazie di cuore ad Alessandro per la sua disponibilità e per le sue risposte interessanti e ricche di spunti, un grande saluto ai lettori del blog e un arrivederci alla prossima! :)


domenica 18 giugno 2017

Nuova recensione per "La maga di Reinkar" su Inkbooks!

Cari amici,
vi segnalo una nuova recensione per "La maga di Reinkar" appena comparsa sul sito di Inkbooks, dedicato al mondo dei libri a 360°! Fra le molte rubriche di questo ricchissimo sito, una è dedicata agli esordienti: in questo ambito è stato recensito anche il mio libro, con una valutazione molto lusinghiera per cui ringrazio moltissimo la redazione!
Un caro saluto!

lunedì 12 giugno 2017

Campagna promozionale "Sconti d'estate" per "La maga di Reinkar"!



Cari amici,

l'estate è alle porte e porta con sé caldo, sole e voglia di vacanze.
Mare o montagna, città d'arte o natura, in Italia o all'estero... Le possibilità sono tante! È certa però una cosa: il periodo estivo è l'ideale per leggere qualche bel libro.
Perché dunque non fare scorta di nuovi titoli prima di partire, magari approfittando di un'offerta promozionale, per portarseli in vacanza con comodità sul proprio ebook reader? ;-)

Vi annuncio perciò che, dal 17 al 24 giugno 2017, l'ebook La maga di Reinkar sarà in vendita su tutti gli store ad un prezzo davvero vantaggioso: 0,99 invece di 1,99.

Che aspettate? Approfittatene e... buone vacanze nel mondo di Reinkar!


mercoledì 31 maggio 2017

Recensione di "La maga di Reinkar" sul blog MekbudaMebsuta!

Cari amici,
vi segnalo l'approfondito commento che, nell'ambito del progetto "Fantastico italiano", è stato dedicato a "La maga di Reinkar" dai curatori del blog "MekbudaMebsuta", Sara Bosi e Massimiliano Prandini, a loro volta scrittori di fantasy e autori di "Il serpente di fuoco".
Qui potete trovare l'articolo relativo. Naturalmente ringrazio Sara e Massimiliano per l'attenzione riservata al mio libro e per il loro commento!
Alla prossima!